Dadamaino

1935
Nasce a Milano.

1957
Conosce Piero Manzoni e tra loro nasce una profonda amicizia. Espone i primi lavori astratto-informali in mostre collettive.

1958
Aderisce all'avanguardia milanese che ha come punto d'incontro il Bar Giamaica, in Brera. Nell' ambiente degli artisti è nota soltanto con il nome Dada (diminutivo di Eduarda).
Realizza le prime opere intitolate Volumi: si tratta di tele con grandi fori ellittici in cui si avverte l'influenza di Lucio Fontana. Al riguardo afferma: "Ho sempre aborrito la materia e ricercato l'immaterialità. Naturalmente Fontana ha avuto un ruolo determinante nella storia della mia pittura; […] Se non fosse stato Fontana a perforare la tela, probabilmente non avrei osato farlo neppure io. Si asportava totalmente la materia, al punto da rendere visibili anche parti della tela, per eliminarne ogni elemento materiale, per privarla di ogni retorica e ritornare cosi alla tabula rasa, alla purezza".

"Così  sulle  tele  pulite  operai  grandi  squarci  ovoidali, a  volte  uno  solo, grande come tutto il quadro. Dopo  questo  atto  liberatorio  rimasi  perplessa  sul  come  proseguire. Il  come lo  trovai  interessandomi  al  futurismo... I  meravigliosi  insegnamenti  futuristi, chissà perché  dimenticati,  erano i  più  vivi  e  veri  che  si  potessero  raccogliere.  Pensando a ciò guardai i miei  lavori.  Dietro   i  grandi  buchi  vedevo  un  muro   pieno  di luci e ombre che vibravano e si muovevano.  Ecco la  cosa  da  cercare  e  da  seguire.  L'arte  era  stata sinora statica,  tranne  per  pochi  pionieri,  bisognava  farla  ridiventare  dinamica  e  con  mezzi conseguenti  alle  più  recenti  esperienze  tecnico-scientifiche,  stabilito  che  si  può  fare dell'arte con qualsiasi mezzo”. Tiene la prima mostra personale presso la Galleria dei Bossi di Milano

1959
Si costituisce il gruppo milanese Azimuth, cui l' artista aderisce. Esso stabilisce stretti contatti con il Gruppo Zero in Germania, il gruppo Nul in Olanda e il gruppo Motus in Francia. Nello stesso anno partecipa ad un'esposizione collettiva nella galleria Azimut, usando il cognome Maino. Tiene una personale alla Galleria del Prisma, Milano.

1960
Negli anni che seguono partecipa a numerose mostre nazionali ed internazionali (Olanda, Belgio, Inghilterra, Germania, Francia, Spagna, Svizzera).

Inizia  a  lavorare  con superfici di materiale sintetico, su cui pratica fori sempre più piccoli e numerosi.  Nascono  così  i  Volumi  a  moduli  sfasati:  si tratta  di fogli di plastica che dopo essere   stati   fustellati   regolarmente  a  mano  vengono  tesi  sul  telaio  sovrapposti  in  più strati.   Osserva   Dadamaino:    "Volevo    creare    fori    che   fossero   disposti   in   modo  prospettico  e  traducessero  il  volume  su  tre o quattro strati di materiale plastico. Trovai un materiale semitrasparente che si utilizza normalmente  per  le tende da doccia e che all'epoca si avvicinava di più all'idea di trasparenza.  Con  una  fustella  perforai  a  mano gli strati e li collocai sul telaio. Il calore della mia mano spostava i fori, e tale spostamento era il frutto del caso". Gli spostamenti e le sovrapposizioni appena percepibili dei fogli monocromi perforati conferiscono all'opera un'unità di spazio e superficie e, attraverso la leggera vibrazione, una dimensione temporale.

1961
Viene invitata ad una mostra in Olanda e, per un errore di stampa, l'artista viene presentata con il nome scritto unito, Dadamaino. A partire dal 1963-1964 utilizzerà sempre questo nome d'arte. Realizza gli Oggetti ottico-dinamici, costituiti da placchette in alluminio fresato ognuna delle quali è suddivisa in nove segmenti quadrangolari; la dimensione minima della placchetta è 1 x 1 cm cui si aggiungono di volta in volta 0,5 cm fino a raggiungere una grandezza massima di 4,5x4,5 cm. Nonostante la loro staticità, questi oggetti sembrano muoversi e variare continuamente, suscitando l'impressione di un flusso dinamico.


Tiene una personale allo Studio N, Padova, con testo introduttivo di Manzoni, ed è presente nella “Sezione sperimentale” del XII Premio Lissone.

1962
Si svolge la prima esposizione personale in Germania, presso la Galerie Senatore di Stoccarda. Viene inaugurata la mostra “Nul” allo Stedelijk Museum di Amsterdam; fra gli artisti italiani sono presenti Castellani, Dadamaino, Dorazio, Fontana, Lo Savio, Manzoni.
Nasce il movimento internazionale "Nuova Tendenza", al quale Dadamaino aderisce subito. Nei suoi lavori l'artista utilizza alluminio, plastica, plexiglas e altri materiali. Le sue opere costituiscono una serie di carattere programmatico: modello, struttura, sistema, sviluppo, progresso ed evoluzione attraverso le variazioni.

1964
Viene invitata alla XIII Triennale di Milano e a “Nouvelle Tendance” al Musée des Arts Décoratifs di Parigi. L’anno successivo è in “Nove Tendencije 3” a Zagabria.

1966
Realizza la serie dei Componibili:  si  tratta  di  piccoli  quadrati  ritagliati che scorrono lungo un filo di nylon. Questi elementi possono essere spostati creando così combinazioni sempre nuove.  Al riguardo Dadamaino osserva: "Ho eseguito una serie di disegni  con  quadrati  bianchi  e  neri  disposti  circolarmente.  Quindi  ho  continuato  su  questa  base provando ad utilizzare alluminio e spago, sempre con l'intento di creare un effetto di trasparenza. Mi affascinava l'idea del movimento ma senza l'uso dei motori.  In seguito ho scoperto un'opera di El Lissitzky simile alla mia, di cui ignoravo l'esistenza".  Inizia  la  Ricerca  del colore  (1966-68),  in  cui  analizza  metodicamente  e  su base scientifica le infinite varianti cromatiche dello spettro solare. Si tratta di 100 tavole, ciscuna 20x20 cm, su cui sono dipinte bande sottilissime in modo da poter confrontare e porre in relazione fra loro tutte le combinazioni cromatiche.  L'artista  così  afferma: "La ricerca del colore: poiché i rapporti cromatici si fondano principalmente sull'azione comune di intuito e gusto, ritenni utile condurre un'analisi esatta dei colori per verificare gli effettivi rapporti esistenti fra loro.  A  tale  scopo  ho  utilizzato  i  sette  colori  dello  spettro,  ricercando  il  valore cromatico medio di ciascuno e aggiungendovi poi del bianco, del nero e del marrone.  Dieci  moltiplicato  per  dieci. Usando come fondo il colore fondamentale, ne derivavano, dalla gradazione cromatica massima a quella minima, 40 varianti visibili in media. Si ottenevano così  100  tavole  dalle  dimensioni  di  20x20  cm  contenenti  in  totale 4000 tonalità. Ogni tavola è divisa in due metà e in 40 segmenti  cromatici,  e di volta in volta accanto ai colori di fondo si colloca la variante da analizzare per poter leggere il valore cromatico di ciascuna tonalità".

1970
Comincia a dedicarsi al segno: sono tratti ripetuti con meticolosa precisione, che annunciano gli sviluppi successivi. Tiene una personale alla Galleria Diagramma, Milano.

1971
Tiene personali alla White Gallery di Lutry-Lausanne e alla Galleria Barozzi di Venezia.

1973
Inizia la serie Superficie su superficie, ossia False prospettive: si tratta di lavori costruttivi policromi, realizzati a olio e costruiti secondo un identico schema. Tiene personali alla Galleria del Cavallino di Venezia, alla Ubu di Karlsruhe e al Centro Santelmo di Salò.

1975
Avvia  il  ciclo  L'inconscio  razionale,  dove  i  tratti  sono  distribuiti  sulla  superficie  del  dipinto  con  una  regolarità  non programmata.  In  tutte  queste  opere  la  superficie  è monocroma, nera con segni bianchi o viceversa. "Arrivata ad un certo punto, dopo aver risolto il problema dei cromorilievi ridotti poi in rilievi monocromi e monomodulari (1974) mi sono chiesta se la formulazione geometrica e/o modulare non fosse un diaframma dietro cui ovviare la paura di avere coraggio. Ho ripreso carta e colori ed ho disegnato... ho scritto, sulla carta prima e sulla tela poi".
"Si tratta di una sorta di scrittura della mente, della mia: fatta di linee ora dense e marcate ora impercettibili e saltellanti, senza alcuna programmazione a priori,  ma sensibile alla pressione della mano che, libera, corre e traccia senza premeditazione.  Ma è  chiaro  che se la mano è guidata dalla mente, in questo caso lo è dall'inconscio. Il risultato è una serie di reticoli e di spazi vuoti, per nulla disordinati, che hanno un loro ritmo, una loro profondità e una loro armonia. "
Inizia la serie dei Cromorilievi:  su  una  tavola  di  legno l'artista dispone secondo un procedimento determinato piccoli legni che vengono poi laccati di nero o di bianco.
Tiene una personale al Salone Annunciata, Milano.

1976
Nella seconda metà degli anni Settanta (1976-1979) realizza l’Alfabeto della mente: si tratta  di segni grafici, o meglio di caratteri inventati, ciascuno  dei  quali è formato da vari segni di tipo alfabetico.   Dadamaino   li   utilizza  per scrivere una serie di "lettere" che  consistono ogni  volta  nella  ripetizione  di   un   singolo segno.   Così  afferma  al riguardo:   "L'unica   condizione   è  quella  di  ripetere  un    segno  fino a riempire tutto  lo  spazio  che  mi  sono   proposta  di utilizzare...".Tiene una personale alla Arte Struktura, Milano.

1977
Tiene personali allo Studio Casati, Merate, alla Galleria Spriano, Omegna e al Salone Annunciata, Milano.

1978
Inizia a lavorare all'opera I fatti della vita: in questo caso i segni presenti nell'Alfabeto della mente si ripetono costantemente e a intervalli regolari: segno-pausa-segno-pausa. Tiene una personale alla Galerie Walter Storms, Monaco.

1979
Tiene personali alla Galleria La Polena, Genova, alla Galleria Martano, Torino e allo Studio Carlo Grossetti, Milano.

Intermezzo, 1980-81

1980
Il ciclo I fatti della vita viene esposto alla Biennale di Venezia in una sala personale; è costituito da 461 lavori su tela o su carta, scritti con i 12 segni ideati dall'artista.
Tiene una personale alla Maggie Kress Gallery di Taos. Fino alla metà degli anni Ottanta lavora al ciclo Costellazioni, in cui riappare il colore in sostituzione del nero e del grigio. In tale opera i segni si concentrano per poi nuovamente disgregarsi, e il loro condensarsi ricorda le galassie e gli ammassi stellari.
"Ad un certo punto ho pensato di fare un'unica grande opera... dal microcosmo a1 macrocosmo... un microcosmo che si pone innumerevoli domande sul senso della vita, della storia, se poi ha un senso; e se è un nonsenso, tentare di trovare un senso al nonsenso. Non ci offrono responsi questi fogli. Ma un conforto sì: sappiamo che in una di quelle carte, a una riga imprecisata, uno di quei segni parla anche di noi... parla della foglia di rosa e della foglia di alloro, delle nevi dello scorso anno. Perché non ci sarebbe l'infinito se non ci fosse il finito".

Passo dopo passo, 1988

Anche   in  un  altro  ciclo,  intitolato  Passo dopo passo, l'artista dipinge imnumerevoli segni su superfici  di  materiale  diverso  (carta, tela o plastica),  attribuendo  ad  essi  simboli ripetuti che alludono a un movimento costante.

1981
Tiene personali all’Institut für Moderne Kunst di Norimberga, alla Galerie Walter Storms di Villingen e alla Plurima di Udine.

1982
Tiene una personale al Museo Butti di Viggiù.

1983
Il Padiglione d'Arte Contemporanea (PAC) di Milano le dedica un'ampia antologica. Tiene inoltre personali allo Studio Dossi, Bergamo e, con Castellani, alla Plurima di Udine. E’ presente in
"Arte Programmata e Cinetica 1953/1963, l'Ultima Avanguardia", al Palazzo Reale di Milano.

1984
Tiene una personale alla Galerie Beatrix Wilhelm di Leonberg. In questa occasione esce la prima monografia sul suo lavoro, di Flaminio Gualdoni. Un’altra personale è alla Plurima, Udine. E’ presente in “Azimuth e Azimut” al Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano.

1985
Tiene personali allo Studio Grossetti, Milano, e al Centro Santelmo, Salò. E’ in “Arte italiana degli anni ‘60” al Castello di Rivoli.

1986
Personale ai Musei Civici di Villa Mirabello, Varese.

Il movimento delle cose, 1992

1987
Inizia il ciclo Il movimento delle cose, per il quale utilizza fogli di plastica trasparente (poliestere) su cui dipenge con una penna speciale e secondo un procedimento particolare. Perosnale alla Galerie Beatrix Wilhelm, Stoccarda.

1988
Personale allo Studio G7, Bologna, con Spagnulo.

1989
Personale allo Studio Reggiani, Milano, con la serie Passo dopo passo.

1990
Viene invitata alla Biennale di Venezia ed espone due lavori dal titolo Il movimento delle cose, di 1,22x18 metri ciascuno. Espone con Colombo alla Galerie Schoeller di Düsseldorf, e in personale allo Studio Dabbeni, Lugano. Esce la monografia Dadamaino di Elena Pontiggia.

1993
Tiene personali alla Casa del Mantegna di Mantova e alla Stuftung für Konkrete Kunst di Reutlingen.

1994
Personale allo Studio Dabbeni, Lugano.

1995
Viene invitata alla mostra “Zero Italien. Azimuth/Azimut 1959/60 in Mailand. Und heute“ alla Villa Merkel, Galerie der Stadt, Esslingen.

1996
Inizia la serie Sein und Zeit. Pur lavorando con le stesse modalità, l'artista non intelaia più le opere ma le appende a una distanza di 20 cm dalla parete in modo da esaltarne la trasparenza. Personale alla Stiftung für Konstruktive und Konkrete Kunst di Zurigo.

1997
Personali allo Studio Dabbeni, Lugano, allo Studio Invernizzi, Milano e alla Borromini Arte Contemporanea, Ozzano Monferrato. E’ in “Milano 1950-59. Il rinnovamento della pittura in Italia”, Palazzo dei Diamanti, Ferrara.

1998
Personale all’Associazione Culturale Amici di Morterone, Morterone.

2000
Ampia antologica al Museo di Bochum.

2003
Mostra antologica al Museo Virgiliano, Virgilio.

2004
Muore a Milano.
E’ presente in Zero. 1958-1968. Tra Germania e Italia, al Palazzo delle Papesse, Siena.

Personali/Solo Show

2003
“Dadamaino”, museo Virgiliano di Pietole, Mantova (cat. con testo di Luca Barbero)

2000
“Dadamaino Retrospektive 1958-2000” , museum Bochum, Bochum
(cat. con testi di H.G.Goglinski- S.Picard , F. Tedeschi e di V.Fagone)
“Dadamaino”, galleria d’Arte Marchetti, Roma

1999
“Cardinali Dadamaino”, loggia dei Lanari, Perugina (cat. con testo di A.Jori)

1998
“Dadamiano. Opere 1975- 1981”, palazzo Municipale, Morterone
(Protagonisti in Arte8, cat. con testi di F.Tedeschi)

1997
“Dadamaino”, Borromini Arte Contemporanea, Ozzano Monferrato
(cat. con testo di E.Pontiggia)
“Dadamaino”, A Arte Studio Invernizzi, Milano (cat. con testo di T.Trini)
“Dadamaino. L’alfabeto della mente 1976-1979”, studio d’Arte Contemporanea Dabbeni, Lugano

1996
“Dadamaino. I fatti della vita”, Stiftung fur kostruktive und konkrete Kunst, Zurich
(cat. con testi di E.Grossmann e A.Zevi)

1994
“Dadamaino, François Morellet, Gunter Uecker”, A Arte Studio Invernizzi, Milano
(cat. con testo di L.Mango)
“Dadamaino”, studio d’Arte Contemporanea Dabbeni, Lugano

1993
“Dadamaino. Werke 1958- 1993”, Stiftung fur konkrete Kunst, Reutlingen
(cat. con testi di G.Kubler e T.Trini)
“Disegni. Giovanni Anselmo, Dadamaino”, galleria Federica Inghilterri, Milano
“Trilogia 3. Dadamaino- Gastini- Bertasa”, centro Espositivo della Rocca Paolina, Perugia
(cat. Arnaud Editore, Perugia, con testo di T.Conti)
“Dadamaino. Opere 1958-1993”, casa del Mantegna, Mantova
(cat. con testi di E.Fiorani, E.Pontiggia e di E. zanelli)

1992
“Dadamaino. Punto d’energia”, Framartstudio, Milano

1991
“Dadamaino. Il movimento delle cose”, Framartstudio, Napoli
“Dadamaino. Interludio 1981”, Il triangolo nero, Alessandria (con testo di E.Pontiggia)
“Dadamaino”, studio d’Arte Contemporanea Dabbeni, Lugano

1990
“Dadamaino e Gianni Colombo”, galerie Scholler, Dusseldorf
“Dimensione futuro. L’artista e lo spazio”, XLIV Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, sala personale

1989
“Dadamaino. Passo dopo passo, 1987- 1989”. Studio Reggiani, Milano
(cat. con testo di F.Gualdoni)

1988
“Dadamaino & Giuseppe Spagnula”, studio G7, Bologna

1987
“Dadamaino. Costellazioni” N2/Nuova 2000, Bologna (con testi di P. Castagnoli e C.Cerritelli)
“Dadamaino. Arbeiten von 1958 bis 1968 und von 1986” galerie Beatrix Wilhelm, Stuttgart
(con testo di P.Manzoni)

1986
“Dadamaino- Gottardo Ortelli- Giancarlo Sangregorio”, villa Mirabello, Varese
(con testi di S.Colombo ed E.Ponitiggia)

1985
“Dadamaino” , centro d’Arte Santelmo, Salò
“Dadamaino”, studio Carlo Grossetti, Milano
“Alighiero Boetti- Dadamaino”, Studiotre Architettura, Milano

1984
“Dadamaino. Konstellationen. Neue Bilder”, galerie Beatrix Wilhelm, Leonberg
(cat. con testo di F.Gualdoni)
“Dadamaino”, Il Sole Galleria d’Arte , Bolzano

1983
“Dadamaino. Costellazioni”, studio Dossi Arte Contemporanea, Bergamo
“Dadamaino ed Enrico Castellani”, Plurima galleria d’Arte , Udine
“Dadamaino”, padiglione d’Arte Contemporanea, Milano (cat. con testo di F.Leonetti)
1982
“Sette percorsi dell’Arte Contemporanea”, circolo culturale Bertolt Brecht, Milano
“Dadamaino”, museo Butti, Viggiù (cat. con testo di F.Gualdoni)
“Dadamaino”, Plurima Galleria d’Arte, Udine

1981
“Dadamaino. Piccole storie”, studio r.p. D’ARS, Milano
“Dadamaino. L’alfabeto della mente. I fatti della vita. Costellazioni.”, galerie Walter Storms, Villingen
“Dadamaino. L’alfabeto della mente. I fatti della vita”, Schmidtbank- galerie, Nurnberg
(con testo di W.Storms)
“Dadamaino. I fatti della vita”, galleria E Tre, Roma

1980
“Dadamaino. I fatti della vita.”, Maggie Kress gallery, Taos
“Dadamaino. Itinerare il tempo”, rs Centro Setteratti, Como (con testo di A. Veca)
Biennale di Venezia, settore Arti Visive, sala personale
“Dadamaino. Variazione sul tema”, In Oltre, Monza

1979
“I fatti della vita. Dadamaino”, studio Carlo Grossetti, Milano
“Dadamaino. Opere 1958- 19792, galleria Martano, Torino
(con testi di P.Fossati e P.Manzoni)
“Dadamaino”, galleria La Polena, Genova (cat. con testo dell’artista)

1978
“Dadamaino”, galleria Il Gelso, Lodi
“Dadamaino”, galleria Walter Storms, Munchen
“Dadamaino”, Arte Incontri, Fara d’Adda

1977
“Dadamaino. Dall’inconscio razionale all’alfabeto della mente 1975- 1977” (con testo dell’artista)
“Dadamaino” galleria Spriano, Omegna
“Dadamaino”,studio Castai, Merate (con testo di E.Tadini)

1976
“Dadamaino, l’inconscio razionale”, Arte Struktura, Milano (testo di P.Manzoni)

1975
“Dadamaino, la ricerca del metodo”, galleria Method, Bergamo (con testo di U.Apollonio)
“Inconscio Razionale”, studio V. , Vigevano (cat. con testo di G.Franzoso)
“Dadamaino”, Team Colore, Milano (con testo di T.Trini e diagramma evolutivo dell’artista)

1974
“Dadamaino”, Centro Serre Ratti, Como
“Dadamaino”, Uxa galleria d’Arte Contemporanea, Novara
“Dadamaino”, galleria Il Nome, Vigevano (con testo di L.Caramel)

1973
“Dadamaino”, centro d’Arte Santelmo, Brescia (con testo di E.L Francalanci)
“Dadamaino”, Scacabarozzi, galerie Ubu, Karlsruhe
“Dadamaino”, galleria del Cavallino, Venezia (con testo di E.L. Francalanci)
“Dadamaino”, galleria della Cappelletta, Osnago (con testo di E.L. Francalanci e testo dell’artista)

1971
“Dadamaino”, galleria Paolo Barozzi, Venezia
“Dadamaino”, White Gallery, Lutry-Lausanne

1970
“Dadamaino”, Diagramma, Milano

1962
“Maino. Monocrome Malerei”, Galerie Senatore, Stuttgart (testo di W. Schonenberger)

1959
“Maino”, galleria Del Prisma, Milano (con testo di E. Mastrolonardo)

1958
Galleria dei Bossi, Milano (presentazione di A. Vargas)