De Vecchi Gabriele

Designer, architetto, orafo, artista e docente vive e lavora a Milano dove è nato nel 1938. Il segno che unifica l'articolazione delle diverse aree frequentate operativamente sta nella considerazione che le cose sono ambigue e instabili nello spazio e nel tempo. Non forme ma processi aperti all'intervento esterno, per favorire imprevedibili continuum metamorfici. Tali sono le opere e gli ambienti immersivi e interattivi del gruppo T. Anche nel design applicato all'argento - per il proprio laboratorio milanese - e ai progetti per manufatti in oro, in porcellana o vetro, tende a realizzare oggetti che siano ironici produttori di messaggi cangianti e di relazioni dialogiche con chi li usa. Il tema della partecipazione del fruitore è sempre presente anche negli scritti in cui ipotizza che il vero artigiano contemporaneo sia il consumatore finale, indotto a costruire manufatti dall'offerta standardizzata di semilavorati e optional da assemblare. La tensione sperimentale si conferma nei diversi anni di attività didattica per il design, organizzata facendo precedere la manipolazione concreta e percettiva dei materiali alla informazione modellistica e teoretica.
Incontra Davide Boriani all’esame di ammissione al liceo artistico di Brera.
Suo padre, scultore e incisore, nel 1962 lo porta alla conduzione del laboratorio di argenteria di famiglia
dopo 5 anni di apprendistato orafo e di esperienze in campo artistico.
Influenzato da Fontana, dall’informale e dalle monocromie, nell’ottobre 1959 fonda insieme agli amici Boriani, Colombo ed Anceschi, il Gruppo T.
Dopo l’incontro con Bruno Munari, decide di intraprendere una strada completamente sperimentale.
Nei primi anni ’70, partecipa attivamente alle lotte contro l’espulsione degli abitanti popolari del Quartiere Garibaldi a Milano da cui nasce la tesi in architettura al Politecnico, sul tema del recupero socio-architettonico della Milano Neo-conservatrice.
Negli stessi anni insegna all’ Accademia di Brera.
Negli anni ’80 è presidente nazionale della World Crafts Council e negli anni ’90 vice-presidente nazionale CNA – Artistico in cui si adopera per eliminare le distinzioni tra maggiore, minore e applicato nel fare artistico.
Progetta argenti multisensoriali, porcellane innovative per Ginori, mobili e oggetti e riceve una segnalazione speciale al Compasso d’ Oro nel 2001.
Negli stessi anni riprende l’insegnamento all’Istituto Europeo di Design a Milano, al Politecnico, all’Università Bicocca e all’Accademia di Brera.
Dal 2007 insegna anche al Cladis-IUAV Fondamenti del design bidimensionale.
Vive e lavora a Milano.

Nasce a Milano il 18-marzo- 1938 dove risiede e lavora. La condizione artigiana della famiglia con gli studi
artistici sono fondamentali nella sua formazione. Specialmente il padre , scultore e incisore, portatore di
esperienze artistiche futuriste nell’anteguerra e di design nel primo dopoguerra, è un punto di riferimento
subliminale.
Negli anni ’50 frequenta il liceo artistico a Brera con Davide Boriani e Grazia Varisco. Dopo la maturità,
dove conosce Gianni Colombo, entra nel laboratorio paterno di argenteria. Impara a: incidere i metalli a
bulino, smaltare a fuoco su rame, argento e oro, modellare in cera, scolpire il legno e manipolare le materie
plastiche. Si interessa di design e per il padre progetta alcuni manufatti in argento e altri metalli. In quegli
anni continua a frequentare Boriani e Colombo con i quali condivide gli orizzonti di ricerca e un desolato
sottotetto/studio in via Monte Grappa 12 a Milano.
1956\58.
Alle realizzazioni in metallo accompagna sperimentazioni polimateriche astratto\informali che espone con
Carlo Berta, Davide Boriani e Gianni Colombo al Palazzo del Governo di Bellinzona e alla Sala del Lyceum
di Lugano con presentazione del giovane critico Gualtiero Shoneberger. Sono le prime incoraggianti vendite.
1959.
Si aggiudica il premio "Formica Domus" per disegni da interlaminare.
Il 1959 è l’anno dei grandi dibattiti sulla crisi dell’arte e la sua funzione socioculturale. Sono anche gli anni
in cui i futuri componenti del Gruppo T si rapportano alle ultime ipotesi dell’avanguardia internazionale
inoggettiva: dagli acrom tedeschi ai lavori di Ives Klein a quello del gruppo Gutay Giapponese e alle
proposte spaziali di Lucio Fontana. Dopo i rilievi monocromi esposti alla Galleria Pater, Milano (con
Anceschi, Boriani e Colombo) e una collettiva alla galleria Azimuth, galleria alla cui realizzazione collabora
con Manzoni e Castellani e i componenti del futuro gruppo T , realizza con la costituzione del Gruppo T il
distacco concreto e poetico sia dall’informale sia da Manzoni e Castellani.
1960
MIRIORAMA è il termine che definisce l’attività espositiva del solo GruppoT. L’esigenza di dare un nome
alle esposizioni era una presa di distanza dai consueti della filiera del sistema dell’ arte tradizionale, quindi
non personale del gruppo ma miriorama.
Miriorama 1, il primo di 6 consecutivi. Esordio espositivo del GruppoT con le opere collettive “quadro di
fumo” “plastiche in combustione” “rame in ossidazione termica” e “Grande oggetto pneumatico -ambiente a
volume variabile”. Le pareti della galleria Pater erano coperte da scritte e proclami dei maggiori artisti delle
avanguardie storiche funzionali alla nostra poetica spazio-tempo e partecipazione: dai futuristi ai
costruttivisti, dai surrealisti a De Stijl, da Klee a Moohli Nagy. Mentre i punti di riferimento più prossimi erano
presenti con un loro generoso prestito: “macchina inutile”di Bruno Munari, “taglio” di Lucio Fontana, opera
cinetica di Jean Tinguely, “specchio rotto” di Enrico Baj, “linea” di Piero Manzoni. Espone la scatola in
argento "Exagon", XII Triennale di Milano progettata per il laboratorio del padre.
Miriorama 3 , personale in cui espone le prime “superfici in vibrazione”, i “teatrini componibili” e due
”sculture da prendere a calci”. Con la decisione d’inserire 4 personali, una a testa, nell’esordio del Gruppo T
veniva esteso il significato di miriorama anche quale momento di integrazione delle rispettive realizzazioni
nel collettivo. La sanzione di tale integrazione nel collettivo è ribadita nel Miriorama 6 e nel 7 (Genova,
Galleria San .Matteo) dove coesistono indivisibili le produzioni collettive con quelle personali.
Lucio Fontana coinvolge il Gruppo nelle proposte di addobbo della Torre del Parco Sempione in
occasione della Triennale di Milano. Le tre proposte presentate pur apprezzate si scontrano con le scarse
risorse economiche dell’ente e dell’addobbo rimane solo un concept tridimensionale.
Miriorama 8-Presentazione di “miramondo” uno dei 5 multipli, numerati e firmati da 1 a 10, uno per ogni
componente del Gruppo T. Per multiplo non si intende l’iterazione di un prototipo ma un progetto il cui
prodotto siano 10 oggetti di contenuto e funzione estetica equivalenti e aperta alla personalizzazione
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dell’utente. Arte progettata, realizzata e diffusa attraverso le metodologie del design. Show room Danese,
Milano
1961
Manifesto per la gara internazionale di tiro a segno in occasione di "Italia 61", Torino
Il Gruppo T Partecipa con i multipli alla mostra”Bewogen-Beweging”, Stedelijk Museum di Amsterdam.
Presentati da Bruno Munari.al critico Suzo Takiguchi realizzano, con 3 opere ciascuno appositamente
realizzate in dimensioni e peso per la spedizione aerea in Giappone, Miriorama 9 alla Minami Gallery di
Tokyo.Opera nuova “Compografico” costituita da tre quadrati trasparenti opportunamente incisi che per
sovrapposizione determinano varie immagini.
Con presentazione di Lucio Fontana è Miriorama 10 galleria La salita di Roma con le opere più consolidate
del Gruppo T , qui incontrano tra gli altri Toti Scialoja, Cid Twomblj, George Rikey, e i coetanei Festa e
Schifano.
Il Gruppo partecipa al IX° Premio Spoleto, manifestazione integrata al Festival musicale, dove la
“superficie in vibrazione” ottiene il premio.
Per l’Almanacco Letterario Bompiani del 1962, dedicato al mondo dei calcolatori, a cura di Umberto Eco e
Bruno Munari, realizza due grafiche programmate.
1962
Si tratta d’un anno impegnativo in cui il padre lascia nelle mani di Gabriele il laboratorio di argenteria ed è
lo stesso anno in cui il lavoro del Gruppo T si intensifica con la partecipazione attiva all’arte programmata. La
mostra inaugurale, curata da Bruno Munari e presentata da Umberto Eco, propone i lavori dello stesso
Munari, di Enzo Mari, dei Gruppi T e N nello show room Olivetti a Milano.
Dopo Milano, Roma, Venezia,Genova, Tokyo e Düsseldorf, negli show rom Olivetti, in galleria a Trieste,
Berlino e Londra, poi oltreoceano con l’incremento di opere e il coinvolgimento dei francesi del GRAV,
mostre in Università e musei USA con conclusione al MoMa di New York. L’opera realizzata per arte
programmata è “Urmnt” superficie in cui attraverso l’interferenza retinica si rivela un continuo rincorrersi e
stemperarsi, l’una nell’altra, di aree moiré. Urmnt è presente nei depositi della GAM di Bologna, del Museo
Soto, ciudad de Bolivar, Perù e nelle collezioni VAF e Cherqui.
Mostra del Gruppo T alla galleria del Naviglio, Milano dove presenta l’oggetto a linee d’aria.
Miriorama 11 , studio Enne, a Padova con la presentazione di Bruno Munari, Miriorama 12, galleria il
Cavallino, Venezia con poesia permutabile di Nanni Balestrini.
Milano “Parata Luci”addobbo cromatico della Torre di piazza Duomo voluta da V.Viganò in collaborazione
con Livio Castiglioni e Bruno Munari.
Il gruppo T realizza la fontana della libreria il Cavallino nell’ambito della XXXI Biennale di Venezia.
1963
Partecipa a Oltre l’informale IV Biennale Internazionale di San Marino e alla manifestazione internazionale
“Nove Tendencjie 2” galleria Suvremene Umjetnosti, Zagabria e Fondazione Querini Stampalia, Venezia.
Espone nello show room Danese di Milano una collezione di gioielli in argento di forma variabile.
Alla galleria Cadario a Milano e alla Bussola di Torino nella mostra collettiva Oltre la pittura,oltre la scultura
espone la stutturazione triangolare e Rotolineare.
Miriorama 13 Natale 1963 galleria del Naviglio , Milano.
1964
La manifestazione Nouvelle Tendance, Pavillon de Marsan, Musée des Arts Décoratifs, Parigi, segna ,
dopo il primo ambiente collettivo di Miriorama 1, il passaggio dalla progettazione di oggetti alla quasi
esclusiva progettazione e realizzazione di ambienti da parte dei componenti del Gruppo T. L’artista partecipa
alla NT parigina con ambiente a strutturazione triangolare. Partecipa alla XIII
Triennale di Milano con una scatola in argento.Manifestazione Strutture di Visione Avezzano.
Sala del Gruppo T alla XXXII Biennale di Venezia.
Progettazione dell’oggetto cinetico per la manipolazione del rapporto luce-ombra Deformazione
assonometrica.
Miriorama 14, Studio F, Ulm, corrisponde ad un mutamento nell’attività del Gruppo T nel senso che
l’estensione delle possibilità espositive e il passaggio agli ambienti non facilitava l’organizzazione in proprio
di mostre del gruppo, quindi il XIV° è stato l’ultimo Miriorama.
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1965
Ambiente a intermittenza cromatica attraverso la manipolazione delle immagini postume, per il concorso
multipli Lpano entrambi presenti a “nove tendencjie3”Zagabria.
Mostre: Nul 65, Stedelijk Museum, Amsterdam; Licht und Bewegung, Kunsthalle, Berna; Perpetuum
mobile Galleria Obelisco,Roma; Arte cinetica Palazzo Costanzi, Trieste.
Per Edition Mat realizza il multiplo in 35 esemplari Deformazione assonometrica 35 Galerie Der Spiegel,
Colonia.
1966
KunstLichtKunst è la mostra internazionale al van Abbemuseum di Eindhoven in cui il Gruppo partecipa
con 3 ambienti individuali e opere; G. Devecchi realizza ambiente a ombre portate- Parametri virtuali.
Sigma II , Art Visuelle, Galerie de Beaux Arts, Boredeaux.
Strutturazioni di Gabriele Devecchi personale a Milano, galleria Vismara, con presentazione di Gillo
Dorfles.
Mostre: Edition Mat Galleria Actuel, Berna; Tendenze a confronto Galleria il Centro, Napoli;
Art of the space Johannesburg.
1967
Con l’oggetto cinetico "Strutturazione Q2", vince ex equo con De Alexandris il Premio Nazionale di Pittura
Silvestro Lega, Fondazione C. Castelli, Modigliana. XIII Triennale di Milano
Luce,movimento, Europa ombre proprie di superfici colorate, collettiva alla galleria Ariete, Milano.
Lo Spazio dell’immagine per la prima volta in Italia mostra collettiva di soli ambienti, collaborazione con
Gianni Colombo per situazione abitabile programmata e lo spazio personale ambiente a strutturazione
virtuale, variante dell’ambiente do Eindhoven.
Paolo Scheggi invita nel suo studio il gruppoT e i romani Festa, Schifano, Angeli e altri per concordare
un’azione comune di contestazione della XXXIV Biennale di Venezia in preparazione tutto finisce in niente
per la mancata adesione di Festa e compagni.
1968
Alla Maison de la Culture di Grenoble in Cinetisme-spectacle-environnement allestimento del percorso a
ostacoli programmati realizzato su metà del palcoscenico rotante del teatro con GT ,Mari e Massironi, la
restante metà del palcoscenico è realizzata dai francesi del GRAV.
Matrimonio con Corinna Morandi che sarà presente in alcune manifestazioni e progetti sia d’arte che di
design.
Invito alla iniziativa della XIV Triennale di Milano 30 artisti nel paesaggio italiano per la quale progetta per il
sottopassaggio di viale Scarampo un insieme di tracce stradali bianche fluorescenti, fornite dallo sponsor
3M, su pavimento , pareti e soffitto con il fine di destabilizzare le traiettorie di marcia dei veicoli. Per la
contestazione della Triennale il progetto non vide la realizzazione.
Tour Cento opere d’arte italiana dal Futurismo a oggi indeposito alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di
Roma a: Roma, Bochum, Berlino, Colonia, Varsavia, Malmöe, Soccolma.
1969
Personale alla galleria Diagramma a Milano con l’ambiente a linee di luce –Parametri luminosi.
Partecipazione a Nove Tencencjie 4 con l’ambiente NT4-zag in cui le linee di luce erano prodotte da un
apparecchio asportabile.
Per la mostra Campo Urbano a Como realizza un temporale artificiale con Edilio Alpini, Davide Boriani e
Gianni Colombo.
Progetta la "Zona filtro" inaugurale per lo show room Cassina a Milano vetrina pensata come separazione
e connessione tra strada e esposizione, dal progettista dell’intero spazio Mario Bellini.
Partecipazioni a:Al di là della pittura, VII biennale d’arte contemporanea; Visuelt Milijø, Kunsternes Hus,
Oslo.
1970.
Collezione di argenti "Arganto", disegnati con la moglie Corinna. Morandi, si propongono di realizzare
tipologie per la tavola utilizzando prioritariamente solidi di rotazione ottenuti per tornitura. La collezione
inaugura negli argenti l’ingresso del progetto di design inteso come sistema:
progetto, produzione, vendita e consumo.
Condivide per breve tempo lo studio con Colombo in un locale libero in quello del fratello Joe in via
Argelati.
Firma con Gianni Colombo l’intervento a Amore mio mostra curata da A.Bonito Oliva Palazzo Ricci
Montepulciano sulla formazione dell’identità poetico/artistica dei partecipanti.
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Apre con Boriani lo studio nel seminterrato della casa dove vive dal ’69 con la moglie Corinna e il neonato
Matteo. La concomitanza tra studio e casa rende indistinguibile dove sia lo studio e dove la casa per incontri,
discussioni e progetti.
Partecipa alla Biennale di Venezia per la quale progetta con Boriani,.Castiglioni, Turci e Alpini l’ambiente
Spazio a stimolazione percettiva.
Per la mostra Vitalità del Negativo curata Da Bonito Oliva realizza una variante dell’Ambiente a parametri
luminosi e con Boriani Camera distorta abitabile in prospettiva anamorfica basata sul principio della camera
di Ames.
Progetta e realizza con Boriani, Forges Davanzati, Spadari, C. e P. Morandi la mostra Celebrazione per il
centenario della Comune di Parigi al Museo di Storia Contemporanea del Comune di Milano.
Espone a Prato in Due decenni di eventi artistici in Italia 1959-1970 a cura di Giorgio DeMarchis e invia a
per l’Expo di Oxaca l’opera Tavola a parametri virtuali.
Presentato da Lea Vergine tiene una personale alla Galleria il Centro di Napoli dove realizza una variante
dell’ambiente a parametri luminosi con pianta a L.
1971/72
L’attività espositiva è molto rallentata, cito Milano 70/70 una importante mostra su un secolo di attività
milanese nell’ambito delle avanguardie dell’architettura e delle arti plastiche e figurative.
Collezione di argenti "New Form", disegnati con C. Morandi. Per contro è molto vivace è la vita dello studio
per incontri con colleghi, studenti. Sono gli anni che diviene avvicinabile il mondo della immagine elettronica
fai da te e di conseguenza i rapporti con Poma e Baratto del costituendo gruppo VDN. E’ degli stessi anni in
cui si consolida il rapporto di lavoro con l’architetto Lorenzo Forges Davanzati.
Presenta la collezione New Form disegnata con Corinna Morandi che si affianca alla precedente
Arganto. Mostra Copia dal vero alla galleria Cenobio/visualità con un allestimento ambientale variante di
quello a parametri luminosi con luci provenienti dai fari di veicoli in strada filtrati dalle griglie semiaperte di
una finestra .
1973
Chiamato all’Accademia di Brera, insegna nel corso di Tecniche e Materiali e attraverso la didattica di
gruppo porta gi studenti alla progettazione di un mobile multiuso per le scuole dell’infanzia.
Per la prima volta studenti di scultura, cattedra di Alik Cavaliere, producono e pubblicano una tesi non
obbligatoria, fino ad allora l’unico prodotto scritto era la tesi di diploma di Storia dell’arte, in quegli anni tenuta
di Guido Ballo.
Con Boriani, Colombo, LeParc, Morellet, Stein incontro di pittura Italia Francia Peinture en plain air alla
galleria Cenobio Visualità su un progetto elaborato con Boriani l’anno precedente. Iscrizione al PCI alla
sezione Togliatti di via Palermo e successiva adesione al Comitato di quartiere Garibaldi e partecipazione
con Giuliana Petrus alle manifestazioni e alle azioni di salvaguardia del suo tessuto sociale popolare il cui
perno rivendicativo coinvolgeva la ristrutturazione dell’isolato del Cinema/teatro Fossati, l’ottenimento di un
Centro sociale di Quartiere e una ricostruzione architettonico/urbanistica del corso Garibaldi elaborata con i
residenti e messa in forma dall’architetto Fredi Drugman.
Intervento nel territorio “Volterra 73” a cura di Enrico Crispolti. Con Boriani e Forges Davanzati
con un doppio intervento, da un lato, progetti per gli alabastrai e, dall’altro, calchi in gesso di parti del
corpo distribuite per i muri del centro storico della città.
Partecipa a: X Quadriennale di Roma.
Progetto “gradini” collezione di oggetti d’uso mediante la suddivisione e ricomposizione di un’unica matrice
conica in argento.
Cos’è l’arte? installazione TV in collaborazione con Boriani e studio VDN per la XXVIII Biennale
di Milano.
1974
Dal Corso di tecniche e materiali passa a quello di "teoria della forma" in cui si coglie l’occasione di avviare
uno studio sull’istituzione e sugli spazi della accademia ipotizzando una sua riforma nella consapevolezza
che pittura, scultura, decorazione non erano più sufficienti a rispondere efficacemente alla domanda
formativa concernente forma e immagine.
Nasce Giacomo e si cambia casa Corinna, da tempo iscritta ad architettura e il lavoro sul quartiere
Garibaldi con le nottate in Consiglio di Zona 1 sono la causa inconscia dell’iscrizione alla Facoltà di
architettura del Politecnico di Milano.
Nasce Giacomo che con il fratello Matteo condurrà il laboratorio di argenteria di famiglia.
Dal 1973 era in elaborazione una ipotesi di intervento partecipato dai cittadini di Sesto San Giovanni
animato dai soci del circolo Torretta e i critici Aurelio Natali e Maurizio Vitta e gli artisti Devecchi,Boriani e
Barbanti. L’occasione per intervenire è stata la contestazione del XIV Premio di pittura Piazzetta rilanciato
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attraverso il progetto del QT1 che, corrispondendo alla domanda dei cittadini di progettare un campo giochi
per l’area dagli stessi individuata, con Devecchi, Boriani, Barbanti e discusso con gli abitanti si è datta forma
al progetto e realizzato un modellino.
Con Boriani realizza l’ambiente cronostatico per le Civiche Raccolte d’Arte di Cagliari.
Ideazione e allestimento della mostra Il design e le materie plastiche conBoriani e Munari per il Centro
Montedison di via Cavallotti a Milano.
1975
A Brera come ogni anno il Corso cambia nome e da teoria della forma diviene "Teoria della
percezione"sarà la conclusione del rapporto con l’Accademia per la presa di coscienza di non poter incidere
concretamente nella prospettiva di una sua riforma.
Fino qui avevo progettato argenteria cercando di vestire nuove tipologie e di rinnovare le sue forme
ma mi sono accorto della disattenzione applicata alle potenzialità poietiche dell’argento.Mi ero limitato ad
operare sulla forma quando l’argento per vocazione riflettente era specchio il che mette in contraddizione
percezione tattile con percezione visiva. Nella Brocca "H2O", innesco della collezione di argenti "Minimal"
saranno inseriti nei requisiti di progetto anche elementi di illuminotecnica e catrottica. La manipolazione della
luce ricongiunge la mia esperienza artistica con il design degli argenti e in un certo senso riduce a unità la
suddivisa personalità progettante.
Cartella di serigrafie per la Nikol international cura da Massironi partecipata dagli artisti italiani dell’arte
programmata
1976
Arte come sociale, XXXVIII Biennale di Venezia dove sostituisce la sua partecipazione, con la mostra dei
Comitati di Quartiere del Centro Storico di Milano , fotografie ,striscioni e manifesti di 25 anni di lotta
1977
Arte italiana 60\77, Galleria di Arte Contemporanea, Torino.
1978
Cartolina per MAIL ART-cartoline, organizzata e curata da Luisa e Ico Parisi *Vaso "Phoemina", della
collezione di oggetti/specchio "Minimal che sperimenta la deformazione di forma e immagine riflessa in una
superficie costretta in profili irregolari .
A cura di Enrico Crispolti Extra media libro composto da un sedicesimo tipografico a libero intervento per
ogni artista invitato. Con Francesco Pagliari realizzazione con immagini di ipotesi di integrazione tra
territorio, città, scuola e Beni Culturali. Al Cabaret Voltaire, Torino proiezione su schermo cinematografico di
immagini simultanee e integrate di Beni artistici e gesti quotidiani.A Castel nei Monti, Reggio Emilia
proiezione contaminazione di immagini di opere d’arte inserite a caso nello schermo TV durante una
trasmissione in corso non prescelta, mix di ordine e caso, di fisso e mobile, di discreto e continuo ridotti a
unicum.
1979
Partecipazione a Design e Design. Design e Design è il titolo di una mostra, affidata a E. Mari, che
avrebbe dovuto illustrare il percorso di sviluppo del design dai suoi prodromi tardo rinascimentali ai giorni
nostri in occasione del rilancio di Milano Capitale del design. Il contenuto della narrazione e le installazioni
previste aprivano interrogativi considerati inopportuni per una celebrazione e il progetto fu bloccato e
assegnato ad altri. Alla Galleria Blu di Milano mostra dei disegni/progetto della Mostra Design e Design.
Laurea in architettura al Politecnico di Milano, con una tesi concernente la salvaguardia della città
neoconservatrice prevalentemente rappresentabile dalle realizzazioni normate dal PRG di Cesare Beruto,
relatori prof. Fredi Drugman e Patrizia Gabellini.Gli obiettivi della tesi erano: segnalare l’assenza di dibattito
sulla salvaguardia di quanto pianificato e edificato dall’unità d’Italia
Invito alla mostra L'ombra, Casa del Mantegna, Mantova con l’opera Deformazione assonometrica e a Le
radici dell'arte contemporanea - Dalla ratio scientifica a cura di Marco Meneguzzo e Anty Pansera ,Biblioteca
Civica di Monza.
1980
Collezione di argenti "Silver and Stone" per Calderoni Gioielli, Milano, in mostra nei suoi show room di
Milano, Catania e Bari. Il progetto persegue il rapporto paritetico cromatico, dimensionale e morfologico tra il
prezioso metallo e la pietra dura; per consuetudine uno dei due materiali è protagonista e l’altro è usato
come nota di colore o di luce decorativa. 50 pezzi unici configurano la collezione articolata per tipologie
d’uso domestico che realizzano dialetticamente: l’unità morfologica tra i due materiali; quella tecnica cioè la
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costruzione per parti discrete della pietra e quella topologica dell’argento; il rapporto cromatico tra la luce
smaterializzante dell’argento e la materia colorata della pietra.
Serigrafia per Grafica Rondottanta, cartella curata da Giuliano Barbanti per il Centro Culturale
Rondottanta di Sesto S. Giovanni. In cui si ribadisce l’atteggiamento nei confronti di tale mezzo da usarsi
come strumento non in modo dissimile dalla funzione delle tavole botaniche, cioè come strumento formativo
e meno come immagine estetica.
1981
Collaborazione alla progettazione e allestimento della mostra Dov'è l'artigiano, di E. Mari, Fortezza da
Basso, Firenze e Palazzo della Triennale, Milano.
Vice Presidente nazionale del World Crafts Council -WCC. La constatazione della ghettizzazione in Italia
di un ampia area di operatori impegnati nella ricerca e sperimentazione nei materiali tradizionali con tecniche
ad alto grado di manualità, accoglie, con la speranza di internazionalizzare tale patrimonio di fabrilità e
ricerca, l’invito di Lyda Levi di aderire alla Sezione italiana del WCC.
Il WCC è un’associazione per la salvaguardia e lo sviluppo culturale e progettuale del lavoro manuale
presente nei 5 continenti del mondo che opera attraverso work-shop, incontri e scambi di tecniche storiche e
innovative e assemblee internazionali.
Collezione argenti "Plissè" appartiene alle ricerche sulla riflessione della luce negli oggetti in argentospecchio
con superfici piane in cui la luce corrodendo percettivamente la plasticità rimanda nell’intorno la
sagoma delle superfici piane in forma di luce. Gli oggetti plissé raggiungono volumi contenitori attraverso
pieghettature della superficie di lastra con diverse angolazioni in grado di moltiplicare i raggi riflessi
nell’ambiente.
Il Candeliere 600, inaugura il progetto della collezione di argenti "Storia". Convinto che l’imitazione di un
oggetto storico sia eticamente discutibile e falsificazione tecnica nel senso dell’impossibilità di riprodurre sia i
mezzi del lavoro sia il costume e i comportamenti socioculturali, cioè dell’insieme dei fattori generatori della
conformazione e della conformazione di un determinato bene del passato. Grazie alla capacità di riflessione
dell’argento –specchio ho assunto morfologie stilemi come strutture preesistenti per la riflessione della luce,
cioè un giacimento culturale di luce disponibile ad ulteriore manipolazione attraverso una nuova struttura di
luce. In questo modo sono progettate le caffettiere storia, cioè ricostruendoesie un corpo con superficie
plasticamente mossa secondo stilemi storici in cui si interseca dialetticamente un volume estraneo ma
enfatizzante il percetto ottico visivo.
1982.
Arte italiana 60\82, Hayward Gallery, Londra a cura di Aldo Ballo.
1983
Mostra Arte programmata e cinetica 1953\1963, l'ultima avanguardia, Palazzo Reale, Milano.curata da
Lea Vergine. Il taglio della mostra recupera tutti i partecipanti accolti nel movimento della NT includendo così
nell’arte cinetica e programmata movimenti più legati all’arte inoggettiva e optical. Anche la datazione è
risultata poco felice nel senso che la maturità dell’arte programmatasi è espressa dal 1960 al 1968
principalmente attraverso i gruppi T e Grav con gli ambienti.
Partecipazione a Electrà, Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris.
Progetto e realizzazione di "Argenti cinetici" mossi da energia elettromeccanica.
1984
In qualità di presidente degli argentieri AOL/federargentieri propone di lanciare un’iniziativa d’immagine per
gli argenti italiani attraverso il passaggio dal tradizionale titolo 800 millesimi al più prezioso 925 titolo
internazionale circolante nell’intero globo terrestre proposta bocciata dalla scarsa lungimiranza del settore.
Bocciata anche l’ipotesi di chiedere al governo un marchio obbligatorio rilasciato dallo stato con un punzone
datazione da cambiare ogni due anni da affiancare a quelli di legge per costruire un storia documentabile
della produzione italiana ,del tutto simile a quanto è possibile fare per gli oggetti di altre nazioni Inghilterra in
testa. Oggi i marchi del prodotto orafo prescindono dalla datazione.
1985 lavora per le Associazioni orafe lombarde AOL e Federazione argentieri cercando di stimolare il
settore a perseguire iniziative di svecchiamento. Collabora all’organizzazione della mostra a tema che si
ispirava a reperti orafi longobardi presso il Museo di Storia Contemporanea di Milano allestita da Burckart
per conto della AOL. Sempre per l’AOL organizza la partecipazione di giovani designer per progettare nuovi
oggetti sacri per la tradizionale festa del patrono degli orafi S.Eligio.
1986
Partecipazione alla sezione Arte e scienza, della XXXXII Biennale di Venezia. curata da Attilio Marcolli
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1988
Progetto di conservazione di alcuni giochi poveri in legno in estinzione ipotizzando una loro trasposizione
nobilitante in materiale prezioso, la collezione Giocattoli era pensata per adulti e dimensionava giochi da
cortile a strumenti scacciapensieri da soggiorno.
1989
Mostra personale Cronorama, serie di tavole misuratrici di tempi liberatori rispetto a quello coercitivo e
convnzionato della puntualità e del lavoro scandito dall’orologio. Galleria Arte Struktura, Milano
invito a partecipare a”nove progetti per Richard Ginori” a cura da luigi Massoni con oggetti appositamente
progettati da: Studio Albini,Helg,Piva-Sergio Asti- Candido Fior- Achille Castiglioni- Gabriele Devecchi-
Gianfranco Frattini- Angelo Mangiarotti-Enzo Mari-Aldo Rossi
1990
Mostre di argenteria a : Milano a Osaka, design italiano all'Expo '90; Moi et de moi, Salon du Meuble,
Parigi ; Seduzione dell'artigianato, EUR, Roma; Profilo Italia, Torino; Nove progetti per Richard Ginori",
Fortezza da Basso, Firenze.
In occasione del Convegno mondiale dell'artigianato Mostra dell'artigianato europeo, Avignone.
Michelangelo Antonioni "Architettura della visione", intervento analitico mediante il colore sulla messa in
scena di alcuni fotogrammi in bianco e nero, Cinecittà, Roma.
1991
Incarico per il corso di progettazione dell'argento nell’ambito del corso di gioiello all'Istituto Europeo di
Design.
Partecipazione con pezzi d’argenteria alle mostre : Design e Mutations, Salon du Meuble, Parigi; Going
Home, Londra; Configura 1, Galleria Am Fisch Market, Erfurt; Textilia, Vicenza. Collaborazione e
partecipazione attiva nella fondazione del MAC, Museo per gli Argenti Contemporanei, voluto e diretto da
Giorgio Forni,Castello di Sartirana di Lomellina (PV).
La collezione raccoglie oggetti a partire dagli anni 70, data in cui il mercato argentiero apre timidamente al
design, in essa sono presenti i più noti designer italiani che hanno progettato per: Cleto Munari, San
Lorenzo, Pampaloni, Devecchi.
1992
Nell’ambito dell’attività didattica allo IED organizza "St'Art", realizzazione annuale di argenti progettati
dagli studenti a completamento formativo e per indicare al settore l’opportunità di rivolgersi a giovani
designer per innovare l’obsoleta offerta.
Partecipazione a mostre: L'immagine dell'artigianato artistico, Market Theathre, Johannesburg; X
Silbertriennale, Hanau; The Italian Art of Living, e "Convegno sull'artigianato", New York; Ornamenta, a cura
di Tersilla Giacobone , argenti del MAC al Castello Sforzesco, Milano; Souvenir, Cattolica (FO).
1993
A Sparkling Party, concorso a inviti per progetti in argento per Anversa Capitale della Cultura '93, Anversa,
con la caffettiera "Ivizo" (coll. Museum voor Sierkunst, Ghent, Belgio). Nel quadro delle celebrazioni per
Anversa Capitale della Cultura il cui tema celebrava l’illustre passato argentiero workshop di argenteria con
Siegfred de Book. Nell’ambito delle medesime celebrazioni
mostra del MAC alla galleria Katz di Anversa.
Argenti italiani del XX Secolo, oggetti del MAC integrati da pezzi degli anni ’30 e pre ’70 a Palazzo Bagatti
Valsecchi, Milano.
L'avanguardia gestaltica degli anni '60 Munari, Mari, Gruppi T e N con estensione a Piero Manzoni e Enrico
Castellani, show room Baleri Italia, Milano.
1994
Gestalttendenz Handwerk, Monaco.. *Smuck und Gerät, Hanau, Erfurt, Budapest, Amburgo. *A Sparkling
Party, palazzo della TiCortrijk (Belgio), Coventry (Gran Bretagna). "Convegno mondiale sull'artigianato",
Berlino. *Italian Metamorphosis, Guggenheim Museum, New York. *Vaso "Serpentino" della collezione di
argenti "Minimal".
1995
Due secoli di scultura, mostra riservata ai docenti dell'AABB di Brera, Palazzo della Permanente, Milano.
Argenti del XX Secolo, collezione MAC allo Sterckshof Museum, AnversaPartecipazione alla XI
Silbertriennale, Hanau. Personale "Argenti De Vecchi",show room Meister Silber, Zurigo. Progettazione di
mobili in cristallo per Gallotti & Radice, Como. Progetto di una panchina in travertino per la mostra Un cuore
per amico, Palazzo della Triennale, Milano, produzione Vaselli, Rapolano. Realizzazione di una tromba
www.gabirieledevecchi.it | Biografia | 8
angelica di 4 metri per la mostra Nel segno dell'angelo, galleria Bianca Pilat, Milano. Prestito di URMNT per
la mostra Zero Italia, Galerien der Stadt Esslingen, Villa Merkel.
1996
Laboratorio di Comunicazioni Visive con Giovanni Anceschi presso il Politecnico di Milano – Facoltà di
Architettura, corso di Laurea in design.
Mostra Opere cinevisuali, con i materiali restaurati e riscattati da un lungo oblio, Galleria Nazionale d'Arte
Moderna, Roma.
Partecipazione a :XI Silbertriennale, Monaco, Praga; Made in art, galleria Terzo Millennio, Milano; Een
huis vol zilver, Antiek J.M.A. Nachtergaele, Gent, Belgio; Distrazioni, galleria Materia Prima arts & crafts,
Venezia. Intervento al convegno "Dal laboratorio alla città" in occasione della 60° mostra dell'artigianato,
Fortezza da Basso, Firenze. Todi , convegno e giuria per “Mostra di arti domestiche”a cura di Ugo La Pietra.
Lumiere et mouvement, Galerie Denise Rene, Parigi.
Gli anni '60, Fondazione Mazzotta, Milano.
1997
La lingua degli specchi - L'atelier De Vecchi, 50 anni di storia nell'argento, mostra a cura di Giovanni
Anceschi con libro-catalogo a cura di Tersilla Giacobone ,Triennale di Milano
Oltre alla presentazione di Anceschi il libro-catalogo contiene conversazioni di Gabriele Devecchi con: A.
Galbani, L Sanvito, M. Devecchi, F. Marsciani, A. Vettese, G. Baule, G. Sacchi, A.Colonetti
Primo premio al concorso per il design per una bottiglia industriale per l'olio in vetro Altare.
Mostra 100x100, Galleria Arte Struktura, Milano
Incarico per il Corso di Basic Design presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano 1997/98,
incarico consecutivamente protratto fino al 2003.
1998
Incontro conferenza con i produttori veneti su Il design nella cultura d’impresa, fiera di Padova.
1999
E’chiamato alla Vicepresidenza nazionale dell’Associazione Nazionale Artigianato Artistico-CNA dove
individua nella formazione culturale dell’artigiano artista l’area di intervento irrinunciabile per la sua
salvaguardia e sviluppo.
Primo premio A.M.I. Zurigo 1999 per la teiera “Emisfera”
Stesura e presentazione della “ Carta di Matera”per CNA e Confartigianato Artistico in occasione del
Convegno di presentazione di Matermateria, avvio per una Biennale Internazionale dell’artigianato artistico
di qualità Matera 2000 a cura di E.Biffi Gentili rimasta senza seguito.
2000
Primo premio A.M.I. Zurigo 2000 per gli argenti.
2001
Marco Meneguzzo“Arte programmata e cinetica in Italia 1958-1968 Galleria d’arte Niccoli, Parma.
Enrico Crispolti Immaginazione aurea. Artisti-orafi e orafi-artisti in Italia nel secondo Novecento, Mole
Antonelliana, Ancona.
M. Meneguzzo e V: Feierabend 1958/1968 Luce, movimento & programmazione. Kinetische Kunst aus
Italien, Ulmer Musem, Staedtische Kunsthalle Mannheim, Staedtische Museum Gelsenkirchen, Stadtgelerie
Kiel, Staatliches Museum Schwerin, Alpen-Adria-Galerie, Klagenfurt.
ADI Design Index 2000, Editrice Compositori, Bologna, 2001.

2002
Incaricato per il Corso di cultura progettuale del Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Orafe, Facoltà di Scienze dei Materiali, Università Bicocca, Milano.
Riceve una segnalazione d’onore per gli anelli cinestetici Ring alla Mostra del Compasso d’oro Palazzo della Triennale, Milano.
Mostra del laboratorio d’argenteria ”De Vecchi workshop” allo Sterkshof, Anversa
Partecipazione alla Esposizione d’arte decorativa e moderna-centenario 1902/2002, Torino.
Realizza l’installazione ambientale I Miramondo nella mostra “Gli occhiali” Palazzo della Triennale, Milano.

2003
Conclude la collaborazione didattica ininterrotta da 1996 per il Laboratorio di comunicazioni Visive, Facoltà di Design, Politecnico di Milano.
Lascia il Corso di cultura progettuale del Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Orafe, Facoltà di Scienze dei Materiali, Università Bicocca, Milano
Mostra Einbildung-Das Wahrnehemen in der Kunst“. Kunsthaus Graz-Argenti a 1950/2000-Theater of italian creativity“ Gallery at 545 west 22nd street, New York

2004
Il Gruppo T Show room B&B Italia a New YorK
Incarico per il Corso di Basic Design
Die Algorithmische Revolution Zentrum fur Kunst Medientechnologie, Karlsruhe

2005
Praguebiennale2- expanded painting/accion directa Praga
“Gli ambienti del Gruppo T- Le origini dell’arte interattiva” Galleria Nazionale d’Arte Moderna , Roma 2005/2006

2006
“Faster! Bigger!,Better!” Zentrum fur Kunst Medientechnologie, Karlsruhe, „Die Neuen Tendenzen- eine europaische Kunstlerbewegung“ Museum fur Koncrete Art, Ingolstad „Die
Specchi, scienza e coscienza allo specchio Palazzo della Borsa, Festival della Scienza, Genova

2007
“Cinetica“ Museo CID, Torviscosa, Udine
Die Neuen Tendenzen- eine europaische Kunstlerbewegung“ catalogo mostra, Museum fur Koncrete Art, Duren
„OP ART“ , ,Schirn Kunsthalle, Francoforte,
Bit International-[Nove Tendencije- Computer and Visual Research], Neue Galerie, Graz.
“Cinetica“ Museo CID, Torviscosa, Udine